mercoledì 11 marzo 2026

Filetti di Pesce San Pietro con Patate, Uvetta Sultanina e Pinoli. Raro, prezioso, gustoso

Non capita spesso di trovare il Pesce San Pietro sui banchi delle pescherie. Quindi, quando si presenta l'occasione, non me lo faccio di certo scappare. Contando sull’aiuto prezioso degli amici Enzo e Cinzia, maestri nell’arte della sfilettatura, prepararlo diventa una passeggiata. È un pesce dalle carni sode ma delicate ed esprime egregiamente la sua bontà accostato non solo ad ingredienti semplici, ma anche ad abbinamenti insoliti. 

A presto!

Maria Grazia





Pesce San Pietro ricette




Pesce San Pietro: tra leggenda popolare e scienza
Detto anche pesce gallo o pesce cetra, ha un aspetto ben riconoscibile. Il corpo è schiacciato e dalla forma ovale, le squame sono di color grigio scuro e, al centro di ogni fianco, ha una macchia nera circolare. Questo segno caratteristico viene letto dalla fantasia popolare come l’impronta delle dita dell’apostolo Pietro. Scientificamente viene identificato come un aiuto dalla natura che consente al pesce di difendersi. Ai predatori che individuano il San Pietro da lontano, infatti, le due macchie appaiono come un grande occhio e li scoraggiano, quindi, dall’attaccarlo. La bocca è obliqua,  capace dí risucchiare rapidamente il cibo prediletto del San Pietro: pesciolini, seppie e piccoli crostacei. La sua fisionomia non è particolarmente gradevole ed un altro difetto che lo caratterizza è lo scarto abbastanza abbondante. Al di là di questo, le sue carni delicate sono di ottima qualità, molto gustose e adatte ad essere cucinate in diverse modalità, In particolare, al pesce San Pietro sono adattabili le stesse ricette utilizzate per sogliola e rombo, ma si presta  anche a preparazioni in agrodolce e ad insoliti accostamenti. Gli esemplari più piccoli possono essere utilizzati nella preparazione di zuppe di pesce.

(informazioni tratte da Pesce, la piccola pesca e la sua cucina, Slow Food Editore)





Filetti di Pesce San Pietro con Patate, 
Uvetta Sultanina e Pinoli



Ingredienti 
(per quattro persone)

4 filetti di pesce San Pietro con la pelle (circa 200 g cad.)
4 grosse patate di montagna 
vino bianco secco
maggiorana fresca 
una manciata di uvetta sultanina
una manciata di pinoli di Pisa 
un paio di fettine di limone biologico
olio extravergine d’oliva da olive taggiasche 
sale



Pelare le patate e, con l’ausilio di una mandolina, tagliarle a fette sottili. Mettere in acqua l’uvetta sultanina per circa venti minuti e poi strizzarla con cura.

Ricavare da un grande foglio di carta da forno quattro fogli più piccoli, ungerli leggermente e sistemarli su un’ampia teglia rettangolare. Disporre le patate su ognuno di essi, irrorarle con un filo d’olio extravergine d’oliva e distribuire qualche fogliolina di maggiorana fresca.

Introdurre la teglia con le patate in forno preriscaldato a 180º gradi e cuocere per circa 6/7minuti (prestare molta attenzione a che non si colorino troppo se le si fosse tagliate a fette molto sottili).

Estrarre la teglia dal forno e, su ogni foglio, adagiare sulle patate il filetto di pesce San Pietro con la pelle verso l’alto. Irrorare con qualche goccia di vino bianco secco.

Appoggiare su ogni filetto una fettina di limone, un piccolo rametto di maggiorana ed aggiungere un filo d’olio. Cinque minuti prima di spegnere il forno, aggiungere su ogni porzione l’uvetta ben strizzata ed i pinoli.

Cuocere in forno per non più di 10 minuti. Servire i  Filetti di Pesce San Pietro con Patate, Uva Sultanina e Pinoli ben caldi.












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