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mercoledì 10 dicembre 2025

Taglierini alle Borragini con Sàrsa de Pigneu (salsa di pinoli) e Alici in Salsa Piccante. Semplicità e tanto gusto

Il tempo corre, i giorni si susseguono velocemente e vorrei arrivare a Natale con una certa pacatezza. Ce la farò?
Considerato che, come già accaduto, vorrei evitare di perdermi lungo la strada dimenticando di preparare qualche portata, l'intenzione sarebbe quella di trovare il giusto equilibrio tra gusto, tradizione, rapidità di esecuzione ed un pizzico di originalità.
L’idea per una delle ricette è giunta abbastanza rapidamente e con un piatto semplice dall’allure ligure: taglierini alla borragine, pianta molto presente nella cucina locale, salsa di pinoli ed un Riz in più a completare la pietanza: le sfiziose Alici in Salsa Piccante, gentile omaggio di Rizzoli Emanuelli insieme ad una selezione di prodotti dell’azienda
Il piatto è stato decisamente gradito e  la strada che porta ai deschi natalizi si è fatta meno impervia.

A presto!

Maria Grazia






Rizzoli Emanuelli Acciughe

lunedì 9 dicembre 2024

Porte e Portoni, a Natale. Il simbolo delle Festività protagonista a Camogli

Un percorso costellato di portoni e porte di condomini e attività commerciali vestiti della magia del Natale. Questo l’invito del CIV, Consorzio Centro Storico Camogli, ASCOT, Comune di Camogli e Pro Loco a tutta la comunità camoglina, anche al di fuori del centro storico, frazioni comprese. Un’iniziativa che ha come filo conduttore, l’Albero di Natale, simbolo della più intima bellezza delle Festività.





Natale 2024 Porte e Portoni a Camogli


lunedì 12 dicembre 2022

Un Tour Gourmet per un Calendario dell’Avvento molto speciale

Nonostante la veneranda età, puntualmente, dal primo al 24 dicembre, il Calendario dell’Avvento trova sempre un posticino in un angolo della mia cucina. 
Quest’anno, alle classiche, ventiquattro finestrelle, si è aggiunto un lunario davvero speciale, quello che Federica, autrice del blog Pancia Capanna, ha dedicato ai Ragù d’Italia.
Ogni giorno, su Instagram e sul blog di Federica, il Calendario vede protagonista, insieme alla ricetta di riferimento, una regione, una storia e l’intervista alla blogger che le rappresenta.
Oggi, 12 dicembre, tocca a me, o meglio, alla mia Liguria, con il Tocco, una preparazione che rimanda ai pranzi del periodo natalizio o a quelli delle occasioni importanti ed è un vero inno all’amore per la cucina. 





Tocco Ricetta

venerdì 2 dicembre 2022

Magico Natale a Camogli. Castel Dragone come Hogwarts

“La splendida e fiabesca Camogli si fa ancor più magica con l’arrivo della Community di Harry Potter, il giovane mago più famoso del pianeta. Rita Skeeter, famosa e bizzarra fotoreporter della Gazzetta del Profeta, è già sbarcata a Camogli. Con la sua effervescente personalità, ha fatto tappa in diversi negozi della cittadina rivierasca ed insieme ai suoi collaboratori ha raggiunto Castel DragoneQui ha scaricato bauli colmi di oggetti incantati, manici di scopa, bacchette magiche, ampolle di vetro e  cappelli parlanti” 

Ecco narrata la straordinaria novità delle Festività di quest’anno pensata ed organizzata da ASCOT (Associazione Commercianti ed Operatori Turistici di Camogli) e CIV Centro Storico Camogli, con il patrocinio del Comune dì Camogli e della Camera di Commercio di Genova, in collaborazione con la Pro Loco.





Camogli Natale 2022



giovedì 23 dicembre 2021

L’antica magia del Natale. Dalle Cinque Terre ai suggestivi borghi del Ponente Ligure

Tra i volumi di casa dedicati alla cucina, ho recentemente ritrovato un titolo molto interessante, un preziosissimo dono ricevuto qualche anno fa e che avevo dimenticato di possedere.
"Natale in Liguria" è un libro scritto a quattro mani da Renzo Bagnasco e Nadia Boccalatte ed è dedicato alla tradizione, ai menu delle Festività in terra ligure ed in particolare a quei riti che nel corso del tempo sono quasi del tutto scomparsi.





Toirano

giovedì 16 dicembre 2021

Christmas Time in Liguria. Natale on the road a Camogli

Dal 24 dicembre al 7 gennaio, la magia del Natale arriva a Camogli per regalare ai più piccoli giochi ed intrattenimento lungo le vie e le piazze della cittadina rivierasca. L’Amministrazione Comunale ha pensato ad un percorso per i più piccoli, da vivere divertendosi insieme alla famiglia. La mappa dei vari giochi e le loro collocazioni saranno disponibili in formato digitale in prossimità dei siti interessati, sotto forma sia di QR code che in formato cartaceo scaricabile dalla pagina Facebook Smilevil ONLUS e Pro Loco Camogli.



Natale a Camogli

venerdì 3 dicembre 2021

Il Natale prende vita. Il Presepe vivente di Camogli


Aggiornamento del 30 dicembre 2021: il Presepe vivente del 5 gennaio è stato annullato a causa delle attuali condizioni pandemiche e secondo le disposizioni del nuovo D.L. COVID-19. 

Un Presepe vivente ispirato al mare che parlerà camoglino. Attori, comparse del territorio, scenografie e costumi di fine Ottocento, inizio 900, ricreeranno nel porticciolo di Camogli un'atmosfera natalizia dalle suggestioni liguri.
Botteghe, artigiani, pittori, musicisti, librai, pescatori. falegnami, ricamatrici, pastai e fornai, saranno protagonisti del simbolo principe del Natale, ricreando i colori, i sapori ed i profumi che hanno reso famoso nel mondo questo borgo marinaro di rara bellezza e fascino.
Concentrato nel bellissimo porticciolo, la grotta della Natività ne sarà il fulcro. Dal molo alla mancina, i figuranti e le emozionanti scenografie animeranno il presepe e la bellezza di Camogli sarà ancora più straordinaria.





Camogli

lunedì 21 dicembre 2015

Il Pranzo di Natale. Il 25 dicembre a Genova e in Liguria nel 1800.

Venerdì 18 dicembre ho avuto il grande piacere ed onore di essere invitata, presso la sede del Festival dell'Eccellenza al Femminile, all'incontro Il Cibo in Liguria (Viaggio in un pranzo di Natale dell'Ottocento).
Con il racconto di Umberto Curti, storico dell'alimentazione specializzato in enogastronomia ligure-mediterranea e fondatore di Ligucibario, il più ampio e completo alfabeto del food & wine ligure, si è entrati nella magica atmosfera di un 25 dicembre della Genova del 1800, degustando, attraverso le sue parole, la vera tradizione del "mangiare di Natale" in Liguria.
Oggi, insieme a voi e con vero piacere, rinnovo questo viaggio a ritroso nel tempo, in quell'atmosfera antica e piena di calore.
Anche a Genova ed in Liguria le festività natalizie hanno sempre costituito un ruolo centrale nel calendario delle solennità. Preceduta da un desco della Vigilia caratterizzato da una cena di magro con zuppe leggere e, in alcune famiglie, da una prima colazione decisamente corroborante con trippa alla sbira e crostini di pane, la tavola del 25 dicembre si manifestava in tutta la sua opulenza.
Il rito, allietato dalla luce dei lumin di mandarino, piccole lanterne realizzate con la buccia dei piccoli agrumi, si svolgeva nella sala bella e si apriva con le galantine con i pinoli, giardiniere e verdure sott'olio, cui seguivano i tradizionali Maccheroni di Natale (chiamati Natalini a Savona, dove venivano preparati con le trippe) in brodo di cappone (o, in alternativa, con tre carni differenti), arricchito da polpettine di carne o bocconcini di salsiccia che rappresentavano le palanche, ovvero la prosperità. 
Ai Maccheroni di Natale, che risalgono al Duecento e vengono chiamati anche mostaccioli, seguivano talora i ravioli conditi con il töccö, il classico sugo di carne alla genovese, cotto per tre ore a fuoco lento.
Il cappone utilizzato per il brodo si consumava lesso, accompagnato da mostarde o salsa verde. Chi non poteva permettesi il cappone, ricorreva a quella che ai giorni nostri è diventata una preparazione piuttosto costosa: Sua Maestà Il Cappon Magro (qui la mia modesta e travagliata versione di poco meno di due anni fa), oggi scenografico trionfo a strati di pesce, crostacei, mitili, verdure e uova legati dalla tradizionale salsa verde.  In quel periodo, al contrario, semplice composizione di galletta, pesce povero e verdure tra le più reperibili.
Dopo il cappone o il Cappon Magro, venivano serviti i berôdi, ovvero i sanguinacci, il primo prodotto ricavato dalla macellazione del maiale.
In alternativa, poteva essere servito un fastoso piatto costituito dal tacchino (in dialetto ligure bibin o dindo) arrosto. Con il tacchino, giunto in Europa dal Messico azteco, si servivano i fagottini fritti nelle neige o nevole (cialde d'ostia che si acquistavano in farmacia o dai droghieri) e ripieni di carne e verdure.









L'atteso momento del dolce, accompagnato dai vini particulà, cioè passiti (la Liguria ne è ricca), prevedeva:
pandolci e tronchetti
latte dolce fritto (dessert profumato grazie allo zest di limone e alla stecca di vaniglia. Si prepara una sorta di crema pasticcera da stendere, con uno spessore di un paio di centimetri, in una teglia oliata e si fa raffreddare in frigorifero. Viene poi tagliata a rombi, bagnata nell'uovo sbattuto e passata nel pangrattato, per poi essere fritta in olio extravergine di oliva).
frutta fresca, secca e candita
anicini
cioccolato e torroncini
Tundu de Natale, un mix di dolcetti serviti su un piatto tondo


Il Pandolce era tendenzialmente quello alto, il più antico e non di rado veniva preparato in casa utilizzando pasta madre. A Sanremo, il pandolce è chiamato pan dö bambin e nel mondo Genoa Cake
Nel suo centro veniva inserito un rametto d'ulivo o d'alloro ed era portato in tavola dal più giovane membro della famiglia. Il taglio era riservato al pater familias. Era tradizione che le prime due fette venissero conservate: una per il primo viandante che bussasse alla porta, la seconda, ben fasciata e chiusa, custodita gelosamente per il 3 febbraio, giorno di San Biagio, protettore della gola.
Del carrello dei dolci poteva far parte anche la sontuosa e non solo natalizia Sacripantina, inventata nel 1851 dalla pasticceria Giovanni Preti di piazza Portello. Ricca di ingredienti, è in sintesi una cupola di zabaglione (o mascarpone) con pan di spagna e marsala.
Al termine del banchetto natalizio, un'usanza forse sconosciuta a molti: un'alzatina di stracchino fungeva da sorbetto digestivo, dopodiché passava di mano in mano il pirön, una caraffa con beccuccio, da cui attingere grappe o altri alcolici.
Giungeva, infine, il momento dei giochi di società. L'indomani, giorno di Santo Stefano, malgrado lo sforzo gastrico, si ricominciava con le trippe e con ritmi forse improponibili alle digestioni dei giorni nostri.

(si ringrazia Ligucibario.com)

Felice settimana a tutti!
Ci ritroveremo presto per gli auguri.

Maria Grazia




Pandolce Genovese