venerdì 2 gennaio 2026

Cotechino e Lenticchie. Irrinunciabile rito di inizio anno

Quale miglior auspicio per un prospero e fortunato 2026 di un post dedicato al piatto benaugurale per eccellenza? 
Ho resistito per qualche tempo al tradizionale rito gastronomico ma quest’anno, complice il superbo “cotechino non cotechino” dei Macelli 44, prima macelleria biologica di Genova, ho deciso di interrompere il relativamente lungo periodo di privazione. Mai atto di ribellione fu più propizio: il gustoso salume è preparato con carne di maiale bio, cotiche, sale, pepe nero, macis, marsala e cannella. Non contiene lattosio, tantomeno conservanti ed è insaccato in budello bovino. 
Un prodotto eccezionale che ha reso ancor più squisito il classico piatto di inizio anno e, come accade quando sono particolarmente entusiasta di un mio acquisto gourmet, lo condivido con voi con molto piacere.

Buon Anno e a presto!

Maria Grazia 





Cotechino e Lenticchie Macelli 44




Un augurio di gran gusto

Tradizionale augurio di fortuna e prosperità per l’anno nuovo, cotechino e lenticchie rappresenta una delle usanze più radicate ed intramontabili.
Un rito che ha antichissime origini e che, probabilmente, ha inizio ai tempi dell’antica Roma. All’epoca, infatti, molti erano i cibi che venivano consumati come augurio di buona sorte e abbondanza. Durante il Medioevo 
nutrirsi di carne di maiale accompagnata da legumi era un’abitudine molto diffusa. I due alimenti, infatti, rappresentavano una preziosa fonte di energia nei periodi di grande freddo.
Il cotechino nacque, probabilmente, come espediente per conservare la carne di maiale durante la stagione fredda. Insaccando la carne nella cotenna, si otteneva un prodotto non deperibile e particolarmente gustoso. Era realizzato con le parti meno nobili dell’animale e veniva perlopiù macellato a dicembre. Era un modo per non sprecare nulla e fare buona scorta di cibo per i mesi più rigidi dell’anno.
La forma tondeggiante e la corposa consistenza fanno del cotechino un simbolo di abbondanza e prosperità. Gustarlo il primo giorno dell’anno è un rito con il quale ci si augura dodici mesi fortunati e sereni. Le lenticchie, dal canto loro, simboleggino l’auspicio di un anno florido dal punto di vista economico. 
Per quanto riguarda il gusto, i due alimenti si sposano perfettamente: importante il sapore del cotechino e delicato quello delle lenticchie.
Certo è che, contenendo tantissimi grassi, il saporitissimo insaccato va consumato di rado. Le salubri lenticchie costituiscono un alimento ricco di proprietà benefiche e prezioso tutto l’anno.





Cotechino Macelli 44 Genova





Cotechino e Lenticchie 



Ingredienti 
(per 4 persone)

1 cotechino fresco (non precotto e già bucherellato)
200 g di lenticchie secche di Colfiorito dell’Umbria
1 carota, 1 gambo di sedano
2 cucchiai di passata di pomodoro biologico
rosmarino fresco
tre cucchiai d’olio extravergine d’oliva della Riviera Ligure 
sale



Cottura del cotechino non cotechino”

Togliere l’insaccato dalla busta di plastica ed immergerlo in acqua fredda. Cuocere per due ore dal momento dell’ebollizione.



Cottura delle lenticchie 


Mondare la carota ed il gambo di sedano, tagliarli a dadini e rosolarli in tre cucchiai d’olio extravergine d’oliva appassiteli in casseruola con tre cucchiai di olio extravergine d’oliva. 


Aggiungere le lenticchie precedentemente sciacquate e tostarle a fuoco medio per un paio di minuti.


Unire la passata di pomodoro, un rametto di rosmarino, salare, mescolare e far stufare a fuoco basso per circa venticinque minuti aggiungendo costantemente acqua bollente.

Servire Cotechino e Lenticchie in un piatto da portata ovale.



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