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mercoledì 25 settembre 2019

Gallette del Marinaio con Farina di Antico Grano Khorasan Biologico. Tradizione e Leggerezza.

Il Cappon Magro. Ho ben impressa nella memoria l'ultima volta che preparai quello che è forse il più sontuoso tra i meravigliosi piatti della cucina ligure.
Ne avevo parlato anche a voi in questo post, nel quale vi avevo raccontato di una giornata campale, soprattutto a causa della difficile reperibilità delle Gallette del Marinaio e di un malinteso con il panificio al quale le avevo ordinate.
Memore, quindi, dell'episodio " Alla Ricerca della Galletta Perduta", ho pensato di preparare le Gallette del Marinaio realizzandole con la Farina di Antico Grano Khorasan Biologico, uno degli ottimi prodotti del Laboratorio Italiano Farine Ruggeri.
La voglia di preparare il Cappon Magro è tornata. Non c'è dubbio.

A presto!

Maria Grazia







giovedì 28 aprile 2016

Focaccia Genovese. La Ricetta Sacra.

Imperdonabile che, nel blogghino di una genovese, non comparisse un post dedicato ad uno degli emblemi della Cucina Ligure.
E dire che non passa giorno che in toccu de fugassa non sia protagonista del mio spuntino di metà mattinata. Quale miglior toccasana, dopo i consueti e salutari quaranta minuti di trotto quotidiano? La mia costanza non merita forse di essere premiata con cento grammi di sublime focaccia?
Però, quanto è gratificante prepararla in casa? La straordinaria sensazione che si prova affondando le dita nell'impasto è indescrivibile.
E che delizia sentire il profumo inebriante avvolgere ogni stanza, per prendere poi la microscopica via delle serrature delle porta d'entrata, rendendo così partecipe il condominio di cotanta meraviglia!
In casa ci sono stati lunghi periodi di accese discussioni e dibattiti. Si doveva trovare un punto d'incontro tra chi ama la focaccia in versione morbidissima e chi, al contrario, si delizia con una consistenza particolarmente croccante. E poi, "dovrebbe essere morbida ma con un bordo particolarmente fragrante... e no, io la preferirei piuttosto sottile ma decisamente soffice (per quale ragione continuo a rimandare quel corso di training autogeno?).
A salvare il mio equilibrio mentale, ecco finalmente la ricetta perfetta (ma sarebbe opportuno definirla Sacra), quella che finalmente ha messo d'accordo tutti e cui faccio riferimento ormai da tempo.
Le indicazioni che ho seguito sono quelle di Alessandra Gennaro, autrice del blog An Old Fashioned Lady. Come non ringraziarla dal profondo del cuore?
Eccomi, pertanto, emozionatissima, a fare le presentazioni ufficiali: una fugassa semplicemente perfetta, qui nella versione che tanto piace alle idrovore di Casa MG, ovvero con olio extravergine come se piovesse ad insinuarsi negli oeuggi.



Maria Grazia



"Il mio fornaio ha una parte importante nella mia vita spirituale, più di tanti libri che ho letti e non mi hanno dato niente, non sono riusciti a diventare me; sono rimasti libri. 
La focaccia del mio fornaio ogni mattina è come una cosa nuova, come devono essere le cose che non restano fuori ma entrano dentro; come una donna che si ama; e ogni mattina la focaccia del mio fornaio diventa me. Essa è la nostra focaccia ligure, niente a che fare con le pizze cosparse di condimenti; essa è una delle cose più semplici che ci sono, semplice come l'acqua di sorgente; è pasta di farina, sale, olio; è cotta nel forno, su una lamiera di ferro rettangolare; ha lo spessore di un dito mignolo, anche di meno. Con la punta delle quattro dita lunghe di una mano, il fornaio la copre di buchi; in essi si raccoglie l'olio di oliva, come le lacrime di un pianto, ma è un pianto di gioia. 
La focaccia bisogna mangiarla appena esce dal forno; allora brucia le mani; ha tutto il suo olio vivo, sano e caldo; la carta bigia e porosa che accoglie il prodigioso rettangolo si imbeve subito di olio; e bisogna mangiarla camminando lentamente, come se si pensasse alla fondazione del mondo, e non si deve pensare a niente, solo alla focaccia che si sta mangiando. 
E se si è in vista del mare, è meglio ancora: allora la focaccia si condisce anche di mare. e per questo bisogna mangiarla da soli, senza nessuno accanto, neanche il più grande amore; un etto e mezzo di focaccia può sostituire nella storia di un uomo molte cose spirituali, almeno a quell'ora del giorno"

Vittorio G. Rossi, Maestrale, 1976.












Focaccia Genovese
(la Ricetta Sacra è qui)



Ingredienti
(teglia rettangolare, 39x29 cm) 

500 g di farina macinata a pietra speciale per pizze e focacce
280/300 ml di acqua 
1 cucchiaino di malto d'orzo
12 g di lievito di birra fresco
2 cucchiai di olio extravergine di oliva Riviera dei Fiori DOP
10 g di sale fino


La Salamoia

2 cucchiai di olio extravergine di oliva
50/60 ml acqua tiepida
1 piccola manciata di sale grosso










Sciogliere il lievito, insieme ad un cucchiaino di malto, in poca acqua tiepida.
Coprire e far riposare in luogo tiepido fino a quando non saranno visibili le caratteristiche increspature.

Introdurre nella ciotola della planetaria la farina setacciata, unire 250 ml d'acqua (compresa anche la parte nella quale è stato sciolto il lievito) e l'olio extravergine di oliva, impastando a velocità medio bassa.

Unire il sale durante l'impasto o alla fine (è importante che non venga a contatto con il lievito). Trasferirlo in una ciotola leggermente unta, coprirlo e farlo riposare in luogo tiepido per circa un'ora. 

Ungere la teglia con abbondante olio extravergine di oliva e stendervi direttamente l'impasto lievitato. Effettuare questa operazione con le mani, senza utilizzare il matterello ed allargando la pasta con la punta delle dita. L'impasto potrebbe rapprendersi ed a questo punto attendete qualche minuto, poi ritornate a stenderlo sempre con i polpastrelli.

Lasciare lievitare fino al raddoppio. Accendere il forno a 230° e, in attesa che si scaldi, iniziare a dare forma ai classici oeuggi, le piccole fossette nelle quali andrà a depositarsi la salamoia composta da olio, acqua e sale. Per crearli, non utilizzare la punta delle dita, ma la seconda falange. In questo modo, come dice Alessandra, si creano buchi più profondi e non vi è il rischio che si rompa l'impasto.



La Salamoia

Dopo aver dato forma alle fossette della focaccia, versare una manciata di sale grosso, mezzo bicchiere d'acqua a temperatura ambiente ed irrorare con abbondante olio extravergine di oliva di ottima qualità (se possibile, della Riviera Ligure).

Cuocere in forno caldissimo (230°) per circa 15/20 minuti. Quasi a fine cottura, è preferibile girare la teglia, per far sì che il colore della superficie sia uniforme. 

Lasciar intiepidire la focaccia e staccarla dal fondo delicatamente con una paletta piatta. 
Tagliarla a pezzi e consumarla subito o in giornata. 

Si può, eventualmente, congelare, dividendola in porzioni nei sacchetti gelo.
Si farà poi scongelare a temperatura ambiente, scaldandola preferibilmente nel tostapane.











Questa ricetta è presente anche su Zena a Toua, l'ampio e completo sito regionale dedicato alla cultura enogastronomica ligure.






mercoledì 7 maggio 2014

Focaccia di farro integrale con capperi, acciughe e pomodorini secchi. Esperimenti o focacce?

Gli esperimenti o Le focacce di Mary Grace?
Non preoccupatevi. Non ho nessuna intenzione di ribattezzare il blog.  Anche se, gli ultimi due post sembrerebbero far supporre il contrario.  :)
Una focaccia dietro l'altra! Torno a riferirmi alla full immersion in cucina dell'ultimo weekend e dell'impiego "compulsivo" di planetaria e forno, dal quale è uscita anche questa focaccia soffice, saporita e stuzzicante. Gli ingredienti per farcirla ricordano vagamente quelli di una pizza senza mozzarella, ma la sua consistenza morbida è inequivocabilmente quella di una focaccia.
E' perfetta per un pic-nic, uno spuntino di metà mattinata e, se si ha fretta nell'ora di pranzo, si può "osare" farcendone una bella fettona con prosciutto crudo e formaggio brie a volontà. Esattamente ciò che ho fatto lunedì, facendo tornare (temporaneamente) a sorridere il mio colesterolo LDL :)















Focaccia morbida di farro integrale con capperi, acciughe e pomodorini secchi

Ingredienti

255 g di farina speciale per pizze e focacce macinata a pietra (Petra 3 Molino Quaglia)
100 g di farina di farro integrale biologica
170 ml di acqua tiepida
50 ml di acqua tiepida (per sciogliervi il malto d'orzo)
15 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di malto d'orzo
40 ml di olio extra vergine di oliva
1 manciata di capperi sotto sale
4 filetti di acciuga sottolio
15 pomodorini secchi
origano qb
1 cucchiaino di sale fino
olio extravergine di oliva per condire

Setacciare le farine precedentemente miscelate e trasferirle nella ciotola della planetaria. Sciogliere il cubetto di lievito nell'acqua tiepida e unirlo alla farina. Sciogliere il malto d'orzo nel quantitativo di acqua tiepida indicato ed unire anch'esso all'impasto. Aggiungere il sale ed impastare nella planetaria a velocità media per circa 10 minuti. Trasferire l'impasto, che dovrà essere morbido ed elastico, in una ciotola leggermente unta. Coprire con pellicola da cucina e lasciar riposare per circa due ore (o fino al raddoppio). Su un tagliere tagliuzzare grossolanamente con il coltello capperi, acciughe e pomodorini secchi Lavorare poi il composto con le mani ed allargarlo sul piano di lavoro, distribuirvi il condimento in maniera uniforme e richiudere l'impasto formando una palla. Infarinarlo leggermente e stenderlo con il mattarello. Trasferirlo su una teglia rotonda, spolverizzarlo con l'origano, irrorare con un filo di olio extravergine di oliva ed infornare a 200° per circa 20/25 minuti (io 20 con la funzione Pizza). Regolarsi comunque con il proprio forno.

~
Anche questa focaccia (insieme a quella d'orzo e salvia) partecipa al contest di Alice de La cucina di EsmeNel cesto del pic-nic.








venerdì 21 marzo 2014

Mini pane in cassetta alle nocciole. Il salvagente.

Questa sera vi lascio un piccolo, rapido suggerimento. Un pane in cassetta veloce che per me è sempre stato un vero e proprio salvagente quando, la domenica sera, mi capita di realizzare di non aver pensato alla merenda per la scuola. 
Un impasto veloce, una lievitazione non troppo lenta e il pancarré per il sandwich del giorno dopo è pronto!


Buon fine settimana a tutti!

Maria Grazia

~


Approfitto di questo spazio, per segnalare a coloro che passando di qui per la prima volta avessero piacere di unirsi ai miei amici, che in questi giorni Google Friend Connect mi sta creando qualche problema.
Al momento dell'iscrizione, infatti, viene visualizzato un messaggio che comunica che GFC non è in grado di soddisfare la richiesta. Dovreste riuscire ad entrare nel laboratorio di Mary Grace :), cliccando su Altre opzioni. Nella schermata successiva, cliccate su Segui e tutto dovrebbe procedere come di consueto. Grazie!















Mini pane in cassetta alle nocciole

Ingredienti

185 g farina speciale per pizze e focacce macinata a pietra (Petra 3 Molino Quaglia)
30 g farina 1 speciale per dolci (con amido di frumento)
50 g farina di farro
120 ml d'acqua tiepida
30 g nocciole pelate e tostate
16 g lievito fresco
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di sale

Nella ciotola della planetaria introdurre l'acqua tiepida e sciogliervi il lievito. Aggiungere le farine ben miscelate e setacciate, le nocciole tritate grossolanamente, il miele, il sale ed impastare a velocità medio/alta per circa 10 minuti. Quando si sarà formato un composto morbido e compatto, riporlo in una ciotola leggermente unta, coprirlo con pellicola da cucina e lasciarlo lievitare in luogo tiepido per almeno un'ora. 
Ungere ed imburrare uno stampo da plum-cake (io ne ho usato uno piccolo di 25x10 cm), riporvi l'impasto e lasciarlo riposare ancora per 30/40 minuti.
Cuocere poi  in forno preriscaldato a 210° per 20/25 minuti.


Con la ricetta di questo mini pane in cassetta, sono felice di partecipare alla Raccolta Panissimo #14 ideata da Sandra e Barbara, questo mese ospitata da Patty.




sabato 1 febbraio 2014

Pizza rustica con gorgonzola e pancetta. Bei tempi!

Bella lei, sostanziosa, invitante. L'ultima ghiottoneria che ho potuto realizzare aprendo il frigorifero e scegliendo gli ingredienti che più mi stuzzicavano (e belli strong!), senza dover  buttare timorosamente l'occhio alla tabella della dieta ipolipidemizzante... bei tempi!
Ma grazie all'utilizzo di farina d'avena, d'orzo ed integrale, naturalmente con qualche cautela per quanto riguarda il condimento, alla pizza non devo del tutto rinunciare. 
Quindi, mio caro LDL, è inutile che mi fai quel cenno di rimprovero con il ditino. Il venerdì, da Mary Grace, sarà sempre e solo (spero) pizza!!! :)

Felice sabato sera e buona domenica a tutti!


Maria Grazia











Pizza rustica con gorgonzola e pancetta

Ingredienti
(le dosi del mio impasto base sono le stesse che utilizzo di solito e per una teglia 37x27. Cambia il mix di farine)


115 g di farina 1 macinata a pietra (Petra 1 Molino Quaglia)
85 g di farina di grano saraceno
100 g di farina di riso integrale 
150 ml acqua tiepida
20 ml latte
15 ml olio
4 g di lievito di birra fresco
5 g sale


200 g di stracchino morbido (io Nonno Nanni)
100 g di gorgonzola dolce
50 g di pancetta dolce tagliata a dadini
acciughe sott'olio qb
olive taggiasche denocciolate qb
origano a piacere
olio evo



Nella ciotola della planetaria sciogliere il lievito nell'acqua tiepida e nel latte. Unire l'olio e mescolare bene. Aggiungere le farine ben miscelate e setacciate e il sale. Avviare l'impasto (a velocità media). Lasciare poi riposare l'impasto in una ciotola leggermente unta (preferibilmente di plastica) per circa 1 ora (di solito lo lascio di più ma, in questa occasione, ero un po' in ritardo con i tempi). Stendere il composto e trasferirlo in una teglia rivestita di carta da forno. Distribuirvi lo stracchino ed il gorgonzola a pezzetti, la pancetta a cubetti, le acciughe sott'olio e le olive denocciolate. Spolverizzare con origano a piacere e condire con un filo di olio extra vergine di oliva. 
Cuocere in forno preriscaldato a 210° per circa 15 minuti (io ho usato la modalità Pizza e focacce).



martedì 22 ottobre 2013

Focaccia semplice con scalogno. La mia nuova assistente si fa attendere.

In crisi d'astinenza da lievitati, ieri sera non ho potuto fare a meno, dopo molto, molto tempo, di mettere le mani in pasta. Devo dire che ho avuto un certo beneficio da questa attività che avevo quasi dimenticato. Rilassante. Davvero terapeutica. 
Certo, avrei potuto attendere l'acquisto della nuova impastatrice, approfittandone per eliminare temporaneamente farinacei ed affini dalla dieta famigliare. 
Ma in fondo, perché mai avrei dovuto privarmi dell'ennesimo lievitato destinato a dissolversi nel nulla (eufemismo) nel giro di pochi minuti? 












Focaccia semplice con scalogno

Ingredienti

350 g di farina 1 macinata a pietra (Petra 1 Molino Quaglia)
10 g di sale
15 ml olio evo
1 bustina di lievito secco Mastro Fornaio
210 ml di acqua tiepida
2 grossi scalogni
sale grosso qb

In una ciotola versare la farina 1 setacciata (alla fine anche la cruschetta che rimane nel setaccio), il lievito e il sale. Miscelare bene ed aggiungere gradatamente l'acqua e l'olio continuando ad impastare fino a che non si otterrà un composto omogeneo. Ungere una ciotola con poco olio, porvi l'impasto, coprire con pellicola da cucina e lasciare lievitare in un luogo tiepido per un'oretta. Stendere il composto in un piano infarinato e trasferirlo in una teglia tonda (la mia ha un diametro di 28 cm) precedentemente unta. Coprire nuovamente con pellicola per alimenti e lasciare lievitare per 25 minuti. Affondare poi la punta delle dita nella focaccia per formare le fossette tipiche della focaccia. Cospargere la focaccia con lo scalogno tagliato a fettine sottili e cospargere la superficie con una manciatina di sale grosso. Irrorare con un filo di olio evo. Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 20 minuti (io ho utilizzato la funzione di cottura Pizza) o fino a quando la superficie della focaccia sarà dorata.

sabato 14 settembre 2013

Muffins allo speck e latticello. Cena d'emergenza parte seconda e l'incantesimo dell' Antro.

Eccomi di nuovo a parlarvi della cena d'emergenza di qualche sera fa con una delle portate che hanno contribuito notevolmente alla mia "salvezza".
Sempre fedele alla scuola di pensiero prevenire è meglio che curare (o qualcosa del genere), è mia abitudine, nei momenti di pausa che posso concedermi durante la giornata, rilassarmi preparando qualche stuzzichino da congelare per varie ed eventuali (emergenze). 
E che colpo di fortuna aver pensato, qualche settimana fa, a dilettarmi nella realizzazione di questi muffins che avevo adocchiato, come da tempo molte altre stuzzicherie e dintorni (come li chiama Laura), nel  Paese delle meraviglie de L'Antro dell'Alchimista
Non appena mi sono ricordata della loro presenza in freezer, ho pensato a questi stuzzichini come a qualcosa di magico giunto in mio aiuto grazie all'incantesimo di una fatina buona delle fiabe. E nel momento in cui hanno iniziato a scaldarsi in forno, il loro inebriante, e rassicurante, profumo mi ha fatto sentire molto più rilassata rispetto al disguido di cui sopra.




 




Muffins speck e latticello 
(ricetta de L'Antro dell'Alchimista)


Ingredienti

150 g farina 00
30 g farina di mandorle (o mandorle tritate molto finemente)
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 cucchiaino di erba cipollina tritata
80 g di speck tritato grossolanamente
1 bustina di lievito per torte salate
230 g  di latticello 
(io 115 ml di latte parzialmente scremato amalgamato con 115 ml yogurt bianco magro)
1 uovo
4 cucchiai di olio evo
sale

Preriscaldare il forno a 190°. In una ciotola mescolare gli ingredienti secchie, l'erba cipollina e lo speck. In un'altra mescolare quelli liquidi. Versate gli ingredienti secchi negli ingredienti liquidi e mescolare velocemente. Versare l'impasto a cucchiaiate nei pirottini per muffins riempendoli per 2/3. Infornare per circa 20/25 minuti o fino a doratura.


domenica 8 settembre 2013

Chiocciole Semintegrali al Latte con Farina di Grano Khorasan Kamut® e Nocciole. Si inizia a lievitare!

Sono entrata in pieno periodo mani in pasta. Ogni anno, con il graduale spegnersi dell'estate ed il  riaccendersi del forno,  almeno una volta al dì, sono puntualmente presa dall'irrefrenabile voglia di grissini, pagnotte, nonché di soffici e croccanti panini. Ricomincio così a dare sfogo alla mia passione per i lievitati, non mancando però di considerare il rischio lievitazione anche per i consumatori... ed ecco allora il semplice, banalissimo trucchetto (al quale ho ricorso anche per queste chioccioline) a prova di strafogatori, categoria dalla quale, talvolta (raramente, giuro!), mi faccio influenzare. A pane sfornato e successivamente raffreddato, faccio un bel respiro profondo, mi procuro i sacchetti per la congelazione e comincio a suddividere le varie porzioni, destinate a soggiornare in freezer.
Confido così  nella mia smemoratezza, che spesso mi fa dimenticare di estrarre in tempo la quantità di pane necessaria per i pasti. Cosa di cui puntualmente mi ricordo a banchetto iniziato, ovvero troppo tardi. 

P.S
Le insolite dosi relative alle farine le ho decise regolandomi sulle rimanenze della dispensa... Urge riassortimento!










Chiocciole Semintegrali al Latte 
con Farina di Grano Khorasan Kamut® e Nocciole



Ingredienti

300 ml latte parzialmente scremato
238 g farina integrale
212 g farina di grano Khorasan Kamut®
5 ml miele
15 g di lievito di birra fresco
60 g di nocciole pelate e tostate
1 cucchiaino sale

Inserire il latte nel cestello della macchina per il pane (o nella planetaria) e sciogliervi il lievito.

Unire le farine precedentemente miscelate e setacciate, il miele, il sale e le nocciole tritate grossolanamente.

Impastare (nella macchina del pane, selezionare  il programma impasto). Rovesciare il composto in una ciotola precedentemente unta, ricoprire con pellicola e lasciare riposare fino al raddoppio.

Preriscaldare il forno a 210°, dividere l'impasto in 12 parti (o più, a seconda delle dimensioni che preferite) che si lavoreranno in modo da ricavarne dei cordoncini da arrotolare in modo da ottenere una sorta di chiocciolina.

Disporre i panini in una teglia il cui fondo sarà stato foderato con un foglio di carta da forno, coprire con un canovaccio e lasciare lievitare ancora per circa 30/40 minuti.

Spennellare le chioccioline con il latte. Infornare per una ventina di minuti, a 200° o fino a doratura.

Far raffreddare su una gratella.


~

Aggiornamento del 21 maggio 2014.
Con piacere propongo la ricetta delle Chiocciole Semintegrali al Latte con Farina di Grano Khorasan Kamute Nocciole Sandra, che ospita la raccolta di Panissimo del mese di maggio.









martedì 3 settembre 2013

Focaccia Semintegrale al Rosmarino e Olive Taggiasche. Lady Rosemary attende in anticamera...Sorry, volevo dire in forno, signori.

Questa croccante e gustosa Focaccia al Rosmarino mi riporta ai tempi della scuola materna di Topolo. 
Scuola che, soprattutto il primo anno, fu frequentata, come spesso succede a quell'età, praticamente a settimane alterne. Questo a causa di una serie infinita di raffreddori, virus influenzali, laringiti e via di seguito. Rimanendo in casa e lontano dagli altri bimbi, ogni giorno, dopo ore trascorse chini su un gioco da tavolo, si cercava sempre di escogitare qualche nuovo passatempo.
Così se un giorno ci si cimentava nel cercare di riprodurre un lavoretto in stile Art Attack, quello successivo si preparava una torta o dei biscotti, quello dopo ancora, gli gnocchi di patate o impasti di altro tipo. Poi venne il periodo della gara a chi dava il nome più carino ad ogni lievitato salato che non fosse la pizza. La Focaccia con il Formaggio tipo Recco venne battezzata con un poco originale Riky e la focaccia sottile al rosmarino altrettanto banalmente Rosemary. Poi, nel tempo all'ingrediente base di quest'ultima se ne sono aggiunti altri , la scelta delle farine per l'impasto è più volte variata ma il nome, è rimasto lo stesso.
Anche perché fa po' pensare a un'aristocratica signora inglese d'altri tempi. Insomma, un'elegante nobildonna  in stile Downton Abbey, sottile e molto gradevole, proprio come questa focaccia.





focaccia al rosmarino



Focaccia Semintegrale al Rosmarino e Olive Taggiasche 
(a.k.a. Rosemary)


Ingredienti
(per una teglia 38x28 cm)

250 ml di acqua tiepida
10 g di lievito di birra fresco 
3 cucchiai olio extravergine di oliva
130 g di farina integrale 
100 g di farina 00
270 g di semola rimacinata di grano duro
1 cucchiaino abbondante di miele
2 rametti di rosmarino
100 g di olive taggiasche denocciolate
sale



Nella macchina del pane (o nella ciotola della planetaria) introdurre l'acqua tiepida e sciogliervi il lievito.

Aggiungere l'olio, le farine precedentemente setacciate e ben miscelate, il sale, il miele, il rosmarino tritato e le olive taggiasche tagliate grossolanamente ed impastare fino ad ottenere un composto liscio ed elastico.

Trasferire l'impasto in una ciotola leggermente unta e far riposare per circa un'ora e mezza.

Terminato il periodo di riposo, stendere l'impasto con le mani, adagiarlo sulla teglia rivestita di carta da forno e condire con un filo d'olio extravergine di oliva.

Cuocere in forno preriscaldato a 220° per 20' (tempo necessario con la funzione Pizza del mio forno) o fino a che la superficie della focaccia sarà ben dorata.

Ottima il giorno dopo scaldata nel tostapane.



mercoledì 28 agosto 2013

Panini per la colazione. Piccoli piaceri quotidiani e irregolarità.

Era qualche anno che non preparavo questi panini, proprio perché non sono esattamente leggeri. Ed ecco che, domenica pomeriggio, con quasi tutto l'occorrente pronto, realizzo che manca giusto un ingrediente trascurabile: la farina manitoba. Mi sono pertanto appellata ai "residui", ben sigillati, che languivano nella credenza. Quindi via alla realizzazione dei già a voi annunciati panini semi-dolci. 
Che poi a ben vedere non sono poi così zuccherati. In fondo, cento grammi su un chilo di farina non sono poi tantissimi...Ah, sì, è vero. Ci sono anche 150 g di burro... 
Devo ammetterlo. Non sono tanto dolci ma molto calorici sicuramente sì! Comunque sono stati anche loro inseriti nella categoria dolci per la colazione, quindi fin qui più o meno tutto regolare.
Ma veniamo ad una loro, importantissima caratteristica. Dopo due giorni sono ancora morbidi e soffici quasi come appena sfornati. E tagliarli a metà per spalmarvi un leggerissimo strato di confettura fatta in casa, è uno di quei piccoli piaceri quotidiani che fanno arrivare a sera con un bel sorriso soddisfatto.
Se poi a merenda vengono accompagnati da qualche fettina di genuino, freschissimo e saporito salame valdostano, qualche saltino di gioia ci si può anche far stare... Oops, qui però la regola è stata trasgredita! :/









Panini per la colazione (e non solo)
(per 16 panini)

Ingredienti

400 ml acqua
2 bustine di lievito di birra disidratato
1 Kg di farina manitoba 
(io 750 g di farina 1 Molino Quaglia, 250 g di farina di farro integrale)
150 g di burro morbidissimo
50 ml olio evo
3 cucchiaini scarsi di sale
100 g di zucchero
1 uovo per spennellare

Inserire gli ingredienti nell'impastatrice (io ho impastato a mano perché la mia mdp ha una capacità massima di 900 g) fino ad ottenere un composto morbido. Fare una palla e porla in una ciotola spennellata con olio. Coprire con un foglio di pellicola e lasciare lievitare per un'ora. Arrotolare la pasta (senza più lavorarla) e formare un rotolo lungo. Tagliare sedici pezzi e formare delle palline. Disporle ben distanziate sulla placca del forno o sulla teglia (io ne ho utilizzate due). Spennellarle con l'uovo leggermente sbattuto e lasciarle lievitare per un'ora, fino a che saranno raddoppiate di volume. Porre in forno preriscaldato a 220° e farli cuocere per circa 15 minuti o poco meno, fino a che saranno dorati.

lunedì 22 luglio 2013

Panini di Farina di Grano Khorasan Kamut® allo Zafferano. Il record del forno spento.

No. Non sono venuta meno alla mia parola.
Il forno è rimasto assolutamente spento ed è così ormai da cinque giorni. Mi stupisco di me stessa. Nonostante sia mia consuetudine ricorrere giornalmente alla sua collaborazione, Mr Oven è tuttora in pausa. Un vero record!
Lo so, mi conosco. Non so quanto potrò resistere e fremo al solo pensiero di quante ricette potrei sperimentare.. Ma cinque giorni di stop mi sembrano comunque già degni di nota :)
I Panini profumatissimi allo Zafferano di cui vi parlo oggi, erano rimasti in stand by ed approfitto di questo momento di riflessione per proporveli. Li ho preparati la settimana scorsa per uno dei miei consueti buffet con gli amici.
Vi do appuntamento alla prossima ricettina. Fino ad allora continuerò, ogni qualvolta entrerò in cucina, a contemplare il forno con sguardo languido e malinconico.

A presto!

Maria Grazia











Panini allo Zafferano





Panini di Farina di Grano Khorasan Kamut® allo Zafferano
(ispirati ad una ricetta di un inserto natalizio di Cucina Moderna di qualche anno fa)




Ingredienti 
(per 9 panini)

500 g di farina di Kamut (la ricetta originale farina Manitoba)
1 bustina di zafferano
270 ml di acqua tiepida
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di sale
10 g di lievito di birra fresco (la ricetta originale indicava 25 g)
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva


Ho inserito l'acqua, lo zafferano e il sale nella macchina per il pane.
Ho sciolto il lievito di birra nei liquidi, ho aggiunto la farina setacciata e l'olio extravergine di oliva.

Ho avviato il programma Impasto e quando la macchina si è fermata, ho estratto il composto, l'ho trasferito in una ciotola di plastica leggermente unta e, coperto da un canovaccio, l'ho messo a riposare in forno spento fino al raddoppio (circa 3 ore).

Ho ripreso il composto e, per dargli forza, l'ho steso in un rettangolo, ho piegato entrambi i lati lunghi fino al centro, sigillando bene. Ho effettuato lo stesso procedimento con i lati corti. Ho dato al composto la forma di un rotolo con la chiusura alla base, l'ho coperto con una ciotola di plastica e lasciato lievitare per circa 35 minuti.

Terminato il tempo di lievitazione, ho suddiviso l'impasto in nove pagnottine tonde e lisce del peso di circa 85 grammi cadauna che ho poi trasferito su una teglia rivestita di carta da forno.

Con il manico di un cucchiaio leggermente infarinato ho effettuato una lieve pressione per ottenere una scanalatura appena accennata sulla superficie dei panini.

Li ho spennellati con poco latte e lasciati riposare per un quarto d'ora scarso. Ho fatto cuocere in forno preriscaldato a 200° per circa 25 minuti.

I Panini allo Zafferano si conservano perfettamente per un paio di giorni, avvolti da uno strofinaccio ed inseriti in un sacchetto di carta.

venerdì 5 luglio 2013

Pane al sesamo. Colazione in anticipo. Ma anche in ritardo!

Un paio di ore fa il termometro esterno segnava 32 gradi. La cucina è la stanza che, ovviamente, si riesce a rinfrescare meno. Il tasso di umidità mi sono imposta di non verificarlo. Dovevo accendere il forno a qualsiasi costo: ritrovare la mia vecchia agenda dei primi passi in cucina mi ha riportato una moltitudine di annotazioni, appunti e spunti che voglio progressivamente condividere con voi. Tra questi la ricetta (o meglio qualche nota non proprio ordinata che spero di aver rielaborato in modo chiaro) di un pane integrale ottimo per la colazione...Ok. Sarò sincera. Fa differenza se io ho consumato questo pasto 16 ore prima dell'orario normale? O, se vogliamo, 8 ore dopo?





Pane al sesamo

Ingredienti

250 g di farina 0
250 g di farina integrale
350 ml di latte parzialmente scremato
1 cubetto di lievito di birra fresco (25 g)
2 cucchiai colmi di sesamo
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaino da caffè di sale
1 cucchiaino da tè di zucchero
burro

Versare i semi di sesamo in una piccola padella,, metterli sulla fiamma al minimo e, mescolando continuamente, farli tostare per circa dieci minuti. Sbriciolare il lievito in una ciotolina, aggiungervi lo zucchero  (per attivare il lievito) e diluirlo con mezzo bicchiere di latte tiepido prelevato dai 350 ml indicati. Mescolare e lasciare montare per circa dieci minuti. Nel frattempo mescolare le farine in una ciotola profonda, rovesciarle nell'impastatrice (o macchina per il pane)unirvi il sale, l'olio, i semi di sesamo tostati, il latte tiepido rimasto e l'impasto lievitato. A fine impasto, rovesciare il composto in uno stampo da plumcake (capacità circa 1,5 l) imburrato ed infarinato. Pareggiare la superficie, coprire con uno strofinaccio umido piegato in quattro e far lievitare in un luogo tiepido per un'ora (temperatura ideale 26-28°). Quando l'impasto sarà ben gonfio, mettere lo stampo nel forno già caldo a 200° e cuocere per 50 minuti. Appoggiare una casseruolina piena d'acqua sulla base del forno per favorire la lievitazione in cottura ed evitare che si formi una crosta troppo spessa. A metà cottura girare lo stampo in modo da avere un pane cotto in maniera uniforme. Terminata la cottura togliere il pane dal forno e lasciarlo raffreddare su una griglia prima di affettarlo.
Ottimo a colazione con un velo di marmellata di albicocche rigorosamente homemade.

martedì 25 giugno 2013

Rollini rustici con pomodori secchi. Nascondigli e dolci sotto falsa identità

I panini di cui sto per postare la ricetta sono ormai un lontano ricordo. Li avevo scovati sulla rivista Gente, acquistata ogni settimana dal mio suocerino. Tanto impegno, tanta dedizione nel prepararli, il tempo di provare un accenno di soddisfazione per l'esperimento riuscito e Gli Spazzolatori entrano in azione?! 
Urge nuovo nascondiglio per i prodotti del forno, sebbene abbia ormai una quasi una ventennale esperienza nella inutile mimetizzazione di biscotti, torte, etc...


 Per il momento crudi ancora non li mangiano...




Questi direi di sì... :)



Rollini Rustici
(da un numero della rivista Gente)

Ingredienti

350 ml acqua tiepida
25 g di lievito di birra fresco
4 cucchiai di olio evo
600 g di farina 00 (io Petra 1 Molino Quaglia macinata a pietra)
15 g di sale
10 g. di zucchero
6/8 pomodori secchi
origano

Ho usato la macchina per il pane come impastatrice. Ho inserito l'acqua tiepida nella quale ho sciolto il lievito e lo zucchero. Ho lasciato riposare ed ho aggiunto la farina, il sale, i pomodori secchi tritati fini, l'origano. Ho avviato il programma Impasto e quando la macchina si è fermata, ho estratto il composto, lavorandolo ancora un poco in modo da formare una pasta liscia. L'ho messa a riposare in una ciotola di pasta precedentemente spennellata d'olio, l'ho coperta con della pellicola e ho lasciato riposare fino al raddoppio (circa due ore). Ho scaldato il forno a 210°. Ho steso la pasta in un rettangolo alto circa 1 cm, ho spennellato con l'olio, l'ho arrotolato stretto (olio all'interno). Ho tagliato delle fette di 4 cm che ho disposto su una teglia ricoperta di carta da forno. Ho lasciato lievitare, coperto, ancora una mezz'oretta. Ho infornato e cotto i rollini per circa 20 minuti.


giovedì 13 giugno 2013

Piadina con mozzarella di bufala, prosciutto crudo e pomodori Piccadilly. Cena semplice...e doppia!

Una volta  mi facevo prendere dal panico quando capitava che non avessi avuto tempo di pensare alla cena e che, dopo una lunga giornata, non avessi la più pallida idea di cosa preparare. Più di recente, quando questo avviene, la piadina è diventata la soluzione migliore. Anche preparare l'impasto, ancora una volta con l'ausilio della macchina per il pane-impastatrice, è diventata un'operazione davvero celere. E la farcitura varia a seconda degli ingredienti disponibili in frigorifero. Cena semplice, gusto ricco...e porzione doppia. La mia di ieri sera ;)

Farcitura maxi...


Piadina con mozzarella di bufala, prosciutto crudo e pomodori Piccadilly
(impasto dal mio quaderno delle ricette 2,  con  il prezioso aiuto della  mdp)

Ingredienti 
(impasto per 4 piadine)

125 ml acqua
250 g farina 00
1/2 bustina di lievito istantaneo
20 g di burro a temperatura ambiente
1/2 cucchiaino di sale

Farcitura:
prosciutto crudo, mozzarella di bufala, pomodori Piccadilly a piacere...e a volontà!
origano

Nel cestello della macchina del pane introdurre gli ingredienti nell'ordine indicato. Avviare il programma impasto ed appena si interrompe estrarre il composto. Dividerlo in 4 parti uguali e con un matterello stendere ogni parte in un disco sottile del diametro di circa 26 cm. Far scaldare una padella antiaderente di uguale diametro (o una padella sempre antiaderente per le crepes), cuocere le piadine su ciascun lato a fuoco medio per 1-2 minuti. Togliere le piadine dalla padelle e farcirle, ripiegandole poi a mezzaluna. Farcirle con il prosciutto crudo, la mozzarella di bufala ed i Piccadilly affettati. Spolverizzare con l'origano. Servirle ben calde.




mercoledì 1 maggio 2013

Cake salato alle nocciole con pancetta dolce e olive nere. Il plum-cake con il bernoccolo


Dopo un lungo ponte,  eccomi di ritorno pronta a dare il via ai consueti spignattamenti, già iniziati con questo meraviglioso plum-cake salato che è sempre un'ottima soluzione per una apericena con gli amici o come antipasto. Il consueto suggerimento prezioso che arriva da L'Antro dell'Alchimista. Cucinarlo richiede pochissimo tempo, anche perché lo avrò fatto ormai almeno una decina di volte. E' sempre una conferma, tanto che capita che qualche ospite, con il quale si è un po' più in confidenza, "osi" chiederne un paio di fette da portare a casa. Oggi, nel corso della preparazione ci sono stati un paio di piccoli incidenti di percorso. Occupata in contemporanea da altre mansioni casalinghe, ho dimenticato di aggiungere le nocciole, proprio uno degli ingredienti clou ! Poi il cake è uscito dal forno con qualche "bernoccolino" sulla sommità. Inconvenienti di poco conto, considerato il profumo inebriante che si è diffuso in tutta la casa!



Incidentato ma gustoso...




Cake salato alle nocciole con pancetta dolce e olive nere

Ingredienti

200 gr farina 00
2 uova
50 gr olio EVO
150 ml di latte
1 bustina di lievito per torte salate
1 pizzico di sale
100 gr pancetta dolce tagliata a cubetti
100 gr di olive nere denocciolate (io ho usato delle olive taggiasche)
50 gr di parmigiano grattuggiato
50 gr. di nocciole tostate e tritate grossolanamente

Accendere il forno a 180°. Mescolare farina, olio, uova, olio, latte, lievito, parmigiano ed un pizzico di sale fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere la pancetta a dadini, le olive sminuzzate e le nocciole tritate. Versare il composto in uno stampo da plum-cake imburrato e infarinato. Cuocere in forno a 180° per 35 minuti (fare la prova stecchino). Servire tiepido o a temperatura ambiente.