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venerdì 21 ottobre 2022

Polpette al Sugo. La ricetta classica

L’ Autunno, quello vero, fatto di aria frizzantina, di pioggerellina fine, di giubbini e giacche di medio peso, si sta facendo attendere, anche se le previsioni meteo annunciano qualche precipitazione nei prossimi giorni. La necessità e la bramosia di piatti tipici del periodo, al contrario, si è manifestata già da un po’ in tutta la sua prorompenza.
Nel menu di casa di inizio autunno, spiccano diverse versioni delle universalmente amate polpette, anche se, alla fine, le più gettonate sono sempre loro, le classiche palline immerse nel sugo.

A presto,

Maria Grazia 



Se non sapete resistere a Polpette & Crocchette, a questo link troverete qualche facile e sfiziosa idea. 







lunedì 18 marzo 2019

Il Tocco, il Sugo di Carne dei Genovesi.

Condimento appetitoso e profumatissimo, frutto di una cottura lenta, amorevole e paziente, Il Tocco (U Tuccu) da sempre rimanda ai pranzi del periodo natalizio o delle occasioni importanti ed è un vero inno all'amore per la cucina.
Ne ho un netto ricordo fin dall'infanzia. Di tutto si può fare a meno ma non del Tuccu il giorno di Natale.
Ricordo la Vigilia di qualche decennio fa e la tardiva scoperta di una grave dimenticanza da parte del macellaio di fiducia. 
Aperto il sacchetto ritirato il tardo pomeriggio in macelleria, infatti, tra gli acquisti dedicati ai momenti conviviali del giorno di Festa, il prezioso perfilo, taglio di carne indispensabile alla preparazione del piatto, spiccava per la sua assenza. 
Un momento di smarrimento, poi un malcelato ma composto disappunto. Sono certa che, se avesse potuto, la mia mamma si sarebbe presentata sotto casa del macellaio reclamando indomita il nostro perfilo!
E, anche se il Natale è passato da un pezzo, in questi giorni, grazie ad un inaspettato dono gourmet di una cara amica (i suoi meravigliosi ravioli fatti in casa!), impellente si è palesata la voglia di preparare questa meraviglia della Tradizione Genovese.

A presto!

Maria Grazia




Sugo di Carne



lunedì 19 novembre 2018

Crocchette di Lesso di Manzo e Prescinsêua Cotte in Forno. L'ingrediente perfetto.

La Prescinsêua, uno dei miei grandi amori in cucina, è ormai diventata ingrediente essenziale ed irrinunciabile, non solo delle classiche torte salate della tradizione ligure, ma anche di preparazioni dolci, plumcake, salse, crocchette.
Già, le crocchette. Intramontabile e sfiziosa soluzione per riciclare un avanzo, sia esso di salumi, di pesce, di arrosto o di lesso.
Validissimo legante che sostituisce egregiamente le uova, la Prescinsêua  regala a questa stuzzicante preparazione una consistenza particolarmente morbida. 
E adesso, facciamo incetta di crocchette!

A presto!

Maria Grazia







mercoledì 1 novembre 2017

Fusilli al Ragù di Fassona Piemontese. L'impareggiabile gusto della semplicità.

Era proprio il caso di inserire nel mio diario culinario virtuale una ricetta di tale semplicità?
Forse sì perché molto spesso, oltre alle mie piccole sperimentazioni, qui raccolgo tutti i piatti che amo, anche quelli più semplici, di tutti i giorni.
La Pasta al Ragù è uno di questi. Non è il classico e ricco Ragù alla Bolognese, caposaldo della tradizione, bensì una versione più semplice. 
Io ne vado letteralmente pazza e grazie alle peculiarità della carne che utilizzo per questa preparazione, in particolare il basso contenuto in in colesterolo, posso consumarla in tutta tranquillità. 
La cottura è relativamente breve. La carne di Fassona Piemontese è particolarmente aromatica e proprio per questo preferisco ridurre il tempo di cottura del condimento, al fine di conservare il più possibile questa caratteristica.
E allora, a tutto Ragù!

A presto!

Maria Grazia





Pasta al ragù con Petti Pomodoro

lunedì 9 gennaio 2017

Rollé di Lonza di Maiale con Bietole e Speck Alto Adige IGP. Di cotte e di crude.

Quello di quest'anno è stato un tour de force natalizio più frenetico del solito.
I ritmi sono stati felicemente convulsi e nella cucina di Casa MG se ne sono viste di cotte e di crude.
Tra gli innumerevoli piatti preparati, quello che più mi ha deliziato è stato senza alcun dubbio questo classico rotolo farcito, new entry tra le ricette delle Feste.
Per la verità, ispirata da uno sfizioso ed insolito suggerimento trovato su un vecchio numero di Sale & Pepe, avrei dovuto utilizzare per la farcitura una meravigliosa mostarda di arance.
Ma a pochi giorni dall'Ora X e dopo una piccola indagine effettuata con la dovuta discrezione, ho appreso che non tutti i commensali avrebbero gradito il delizioso composto di frutta e senape.
Quindi contrordine e felice, anzi, felicissima sostituzione con un ottimo Speck Alto Adige IGP

Buon ritorno alla consueta quotidianità e felice settimana!


Maria Grazia




Arrosto di Natale




Rollé di Lonza di Maiale con Bietole e Speck


Ingredienti

800 g di lonza di maiale
400 g di bietole pulite (luogo di coltivazione: Genova Pra')
100 g di speck Alto Adige IGP
1 scalogno
40 g di burro
un bicchiere scarso di vino bianco secco
sale
1 cucchiaino di farina d'orzo biologica (per la salsina)

Per il contorno

300 g di piccole patate rosse (luogo di coltivazione: Masone, Genova)









Aprire la lonza a libro (io ho chiesto di effettuare questa operazione al macellaio) e batterla tra due fogli di carta da forno. Salarla leggermente.

Mondare e sciacquare le bietole e cuocerle in pochissima acqua salata fino a che saranno appassite.
Lasciarle raffreddare, strizzarle bene e tagliarle finemente al coltello.

Tagliare lo scalogno a fettine sottili e stufarlo con 10 g di burro in un tegame dal fondo antiaderente. Unire le bietole, farle insaporire per un paio di minuti e spegnere il fuoco.

Distribuire uniformemente le verdure sulla lonza aperta, lasciando poco più di un cm di bordo libero. Adagiare le fettine di speck sulle bietole ed arrotolare con delicatezza il rotolo, stringendolo bene durante l'operazione. 
Legarlo con spago da cucina, rosolarlo in un tegame con il burro rimasto e girando su tutti i lati in modo che si colorisca uniformemente.

Salare, versare il vino bianco, coprire e cuocere a fiamma bassa per circa 40 minuti.

Lasciar riposare al caldo il rotolo di lonza per una decina di minuti. Una volta che sarà intiepidito, eliminare lo spago e tagliarlo a fette.

Raccogliere qualche cucchiaio del fondo di cottura della carne e trasferirlo in una ciotolina.
Unire un cucchiaino di farina d'orzo e mescolare fino ad ottenere una cremina fluida e non troppo densa.

Versare un velo di salsa sulle fettine di lonza arrotolata e servire con le patate al vapore.


Il Contorno

Lavare le patate, cuocerle al vapore con la buccia finché non saranno morbide e tenerle al caldo.


~

Nota

La lonza che ho acquistato e che ho fatto aprire a libro dal macellaio, è risultata poi molto lunga.
Ne ho ricavato due parti e quindi due rotoli farciti.














mercoledì 10 febbraio 2016

Natalini (o Maccheroni di Natale) al Forno con Ragù di Carne e Besciamella Leggera. Quei giorni senza fretta.

Ogni tanto mi concedo qualche giorno senza fretta. Relax completo.
Ogni tanto, dicevo. Ma a pensarci bene, succede raramente.
Anche perché, come per molti di voi, cucinare è per me attività foriera di pace e quiete.
Insomma, la mia personalissima seduta di yoga quotidiana. Ed è così che la definizione relax completo prende un'accezione del tutto diversa.
E se l'ispirazione per nuovi esperimenti non arriva, ci sono sempre i grandi, straordinari classici della tradizione. Tra i miei preferiti, la Pasta al Forno che, in una giornata come quella di domenica caratterizzata da una tempesta di vento e pioggia di rara impetuosità, non ha esitato a rinfrancare animo e palato.
Il formato di pasta che ho utilizzato per il mio succulento pranzo domenicale, è tipico della tradizione ligure natalizia. Sono i NataliniMaccheroni di Natale.
Oltre i confini regionali, è praticamente impossibile reperire questa pasta dalla superficie particolarmente liscia e dorata, di forma piuttosto lunga e tagliata obliquamente alle estremità.
I Pastifici Artigianali liguri che li producono sono rimasti un paio. Tra questi, il Molino e Pastificio Moisello di Ceranesi
Il piatto della tradizione vuole i Maccheroni di Natale lessati in brodo di cappone e manzo o in quello della Cima Ripiena. Al brodo possono essere unite alcune foglie di cavolo verza e beneaugurali bocconcini di salsiccia a simboleggiare le palanche, ovvero il denaro.
La carne bianca lessata viene poi gustata come secondo piatto, accompagnata da mostarda di Cremona e la carne rossa viene riutilizzata come farcia per i ravioli, protagonisti del pranzo di Santo Stefano. 
I Natalini sono ottimi gustati asciutti. Gratinati al forno, appunto, oppure conditi con il nostro profumatissimo pesto o con il classico Toccu, il saporito sugo di carne alla Genovese.
Dopo questo breve balzo all'indietro dal sapore natalizio, non posso che invitarvi a sedere a tavola.

A presto!

Maria Grazia






Pasta al Forno con Ragù

Edit 2020

venerdì 23 ottobre 2015

Scaloppine alla Panna Fresca e Funghi Porcini. Rimettersi in riga.

Prima di partire per le vacanze estive, ho volutamente lasciato a casa la copia della tabella della mia dieta ipolipidemizzante. A che sarebbe servito portarla con me? 
Oltre a conoscere a memoria ciò che è bene consumare e ciò che è consigliabile evitare affinché cali il livello del colesterolo LDL, ero perfettamente conscia che ben poche volte sarei riuscita ad ignorare buffet imbanditi con profumati croissant, soffici e burrose torte da colazione e a dirigermi verso la zona cereali.
Lo so, l'estate è ormai alle spalle e, tornata al consueto quotidiano, avrei dovuto rimettermi in riga. Diciamo che l'ho fatto a fasi alterne e che i trentacinque minuti della mia camminata mattutina sono diventati quarantacinque. 
Prima di ritornare in me, ho però voluto gratificarmi preparandomi uno dei secondi piatti più agée della mia cucina, un succulento e sostanzioso evergreen che cucinai per la prima volta ventidue anni fa.


Buon fine settimana!

Maria Grazia 







Ricette con i Funghi


venerdì 2 ottobre 2015

Il Brasato al Barolo. Oltre confine.

La cucina della mia regione è ricchissima di preparazioni magre e nel contempo straordinariamente gustose. 
Sono salubri piatti di mare e di terra, molti dei quali vegetariani. 
Nel corso del tempo, infatti, la scarsa presenza di pascoli sul territorio, spinse i liguri a fare di necessità virtù ed il ricettario regionale si arricchì così di preparazioni a base di erbe, verdure, pesce e carni bianche ( a questo link potete trovare una lunga lista delle tipicità liguri).
Pur essendo molto legata alla cucina della mia terra, amo sconfinare. 
Lo faccio, ad esempio, nel vicino Piemonte (terra d'origine del mio papà) e, prevalentemente nelle stagioni fredde, con quella che è forse la preparazione principe della cucina regionale, il Brasato al Barolo.
La ricetta originale ne  prevede la cottura all'interno di una particolare casseruola, la brasiera di rame stagno, con la brace posta sopra e sotto il recipiente. Brasi, in dialetto piemontese significa braci e da qui, appunto, deriva il nome del piatto. Oggi, il Brasato cuoce in casseruole perlopiù  di coccio o di acciaio inossidabile. Il recipiente più adeguato dovrebbe essere in ghisa, nonostante il prezzo non proprio abbordabilissimo.
Il taglio della carne più adatto alla preparazione del Brasato, può essere magro come lo scamone, o semigrasso come, ad esempio, il cappello del prete. Nel caso si utilizzasse un taglio magro, avere cura di lardellarlo prima della cottura, in modo che non risulti , poi, troppo asciutto.
La carne viene cotta, lentamente e a lungo, in una marinata di vino rosso corposo, verdure ed erbe, nella quale deve aver prima riposato almeno una notte.
Questo è il Brasato come lo preparo io. Mi perdonino i puristi e non inorridiscano per qualche errorino di percorso, sicuramente commesso.

Buon fine settimana! Il mio sarà fatto di teatro e cambio (a questo punto, direi definitivo) degli armadi :)

Maria Grazia















Il Brasato al Barolo




Ingredienti
(per 4 persone)

1 kg di carne di manzo
(taglio magro: scamone; semigrasso: sottopaletta o cappello del prete, tenero e dal gusto deciso. Se reperibile, è preferibile utilizzare carne proveniente da bovini di fassona piemontese)
2 carote
2 coste di sedano
1 cipolla rossa
1 rametto di rosmarino 
3 foglie di alloro 
1 spicchio d'aglio
1 litro circa di di vino rosso (Barolo o Barbaresco)
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale

Lasciare la carne a riposo in frigorifero per almeno per una notte (io la lascio dodici ore) ed in una capiente ciotola immersa nel vino, con le verdure mondate e le erbe tenute insieme con refe da cucina. Coprire il recipiente con un foglio di pellicola (avere cura, quando possibile, di girare il pezzo di carne dopo qualche ora).
La mattina seguente, estrarre la carne dalla  ciotola, scolarla dalla marinata ed asciugarla delicatamente con carta da cucina. Rosolarla in un tegame dal fondo antiaderente ed in tre cucchiai di olio extravergine di oliva. Nel frattempo, tagliare a dadini le carote ed il sedano, a fettine sottili la cipolla rossa. Quando la carne si sarà ben rosolata, estrarla dal tegame, nel quale si rosoleranno per qualche minuto le verdure e le erbe. Rimetterla nella casseruola insieme alle verdure, unire il sale e versare il vino della marinatura. Alzare leggermente il fuoco per portare ad ebollizione, dopodiché abbassare al minimo e cuocere, coperto, per almeno due ore e mezza e girando regolarmente la carne. A fine cottura, togliere il brasato dal tegame, lasciarlo intiepidire e tagliarlo a fette.
Filtrare il fondo di cottura, frullarlo con il mixer ad immersione fino ad ottenere una salsa densa che verrà versata sul brasato affettato e disposto su un piatto da portata.
Accompagnare con purè di patate o con la classica polenta.



mercoledì 26 giugno 2013

Scaloppine di Vitellone alla Pizzaiola. Acciughe delle meraviglie... e pranzo brioso

Va bene che gli Omega 3 ed i loro molteplici benefici sono una mia fissazione.
Altrettanto assennato è ripulire le arterie mangiando spesso pesce, soprattutto azzurro. Ma forse dopo tre giorni di acciughe (che peraltro adoro) cucinate in tutti i modi, il mio organismo reclamava un piatto più sostanzioso, ovviamente sempre senza esagerazioni. 
Così, ieri ho preparato le mie consuete, semplici Scaloppine di Vitellone alla Pizzaiola, aggiungendovi un po' di verve in più rispetto al solito, in modo da renderle, per così dire, un pochino più briose. Ho utilizzato perfino l'aglio che di norma, per problemi digestivi, cerco di bandire dai miei piatti. 
E le mie arteriuzze riprenderò a detergerle domani.

Maria Grazia 





Scaloppine alla Pizzaiola
(edit 2023)

venerdì 22 marzo 2013

Spezzatino con Carciofi e Patate. Sire, i miei rispetti. Re Carciofo ed il matrimonio perfetto.

La stagione dei carciofi sta volgendo ormai al termine ed era da qualche settimana che non li acquistavo.
Dire che li adoro mi parrebbe riduttivo. Diciamo che ho per loro una vera e propria venerazione.
Mi piace cucinarli in tutti i modi e gustare il loro sapore, capace di esaltare ogni tipo di pietanza.
Oggi annoto sul mio ricettario virtuale una ricetta della tradizione genovese, lo Spezzatino con Carciofi e Patate.
In questa preparazione, il gusto intenso dei carciofi e si sposa benissimo con quello della carne e con le patate. Insomma, un matrimonio perfetto. 
Ho praticamente capovolto casa alla ricerca dei miei ricettari della Tradizione (saltati fuori nella mattinata di oggi, quando ormai avevo già risolto il problema), poi quando avevo perso ogni speranza, mi è venuta in aiuto, come spesso accade, la rete.
Ho potuto così far riferimento alla gustosissima ricetta di Paola del blog Primo, non sprecare.
Nella ricetta della tradizione viene utilizzata carne di vitello ma, a Casa MG, lo spezzatino viene rigorosamente preparato con carne di vitellone.